Beagle, tutto sulla filaria – conoscerla per proteggersi

Filaria

La Filaria è una delle patologie più importanti che possono colpire il nostro cane. Conoscerla, prepararsi a prevenirla e nel caso a combatterla è fondamentale per ogni proprietario di cane.

Trasmessa dalle zanzare – la patologia può avere esito nefasto nel caso in cui non si dovesse intervenire per tempo. La difficile lettura dei sintomi completa un quadro problematico, dove la prevenzione gioca un ruolo fondamentale.

Il condizioni climatiche che ormai interessano anche il nostro Paese rendono i vettori di questo parassita sempre più comuni. L’attenzione non è più pertanto sufficiente nel caso di spostamenti fuori dalla nostra area geografica.

Il parassita

Il parassita che causa la filaria è il Dirofilaria Immitis, in grado di poter svolgere il suo ciclo vitale sia sull’ospite definitivo, che è il nostro cane, sia invece sull’ospite intermedio, che è in questo caso la zanzara.

Ciclo biologico complesso, che parte dalla zanzara che si infetta, per poi trasmettere tramite puntura al nostro cane le larve. Larve che trovano poi ospitalità nel sangue del nostro cane.

Nel corso di 5 mesi le microfilarie da larve si trasformano in adulte. Possono anche raggiungere il cuore, dove riproducendosi liberano altre microfilarie nel sangue.

L’esemplare adulto può arrivare fino a 30 centrimetri di dimensioni e causare pertanto la morte del nostro animale domestico. L’intervento, nel caso di invenzione, deve essere tempestivo – dato che ogni indugio può peggiorare il quadro clinico e rendere più difficile il quadro clinico. Può colpire anche i gatti.

Particolare attenzione allo stato di salute complessivo

La filariosi trova maggiore facilità di riproduzione in soggetti che siano stati già colpiti da altre patologie, come possono essere la leishmaniosi o altre problematiche conseguenti le zecche o altro tipo di parassita. Nel caso di diagnosi che riguardi tali patologie, è sempre consigliato cercare di individuare anche la presenza di filariosi.

Non esistono purtroppo vaccinazioni – e dovremo pertanto cercare di individuare la patologia ricorrendo agli strumenti che sono a disposizione del veterinario, come i test del sangue.

Una patologia silente – e per questo difficile da individuare

La filaria è un’infestazione patologica che purtroppo per il primo periodo del suo sviluppo non offre sintomi di chiara lettura. Può essere presente nel cane prurito, così come può essere avvertito qualche nodulo sottocutaneo. Il cane può mostrarsi inoltre inappetente e può sviluppare anche anemia. Il cane potrebbe mostrarsi anche svogliato nell’attività sportiva e nel gioco.

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Cosa fare nel caso in cui si sospetti l’infestazione?

Bisogna rivolgersi immediatamente al proprio veterinario, che potrebbe decidere anche di intervenire chirurgicamente nei casi più complessi. Nei casi più comuni, si procede con terapie farmacologiche piuttosto complesse. Si può guarire dalla filariosi, tenendo però conto del fatto che una filariosi cardiopolmonare può facilmente lasciare strascichi di carattere cardiaco per il nostro cane. I danni che sono causati all’apparato cardiaco non sempre possono essere recuperati.

Nei casi più complessi si procede anche con accompagnamento di intervento chirurgico, ipotesi però da ritenere come residuale e soltanto per i casi che richiedano un intervento così invasivo.

Profilassi continua come unica protezione

Data la presenza di insetti che trasmettono questa patologia ormai tutto l’anno anche in Italia, il modo migliore per proteggere il nostro cane da questo tipo di patologia è la profilassi continua, di comune accordo con il proprio veterinario.

Soltanto così potremo essere certi di proteggere il nostro cane ad una patologia dai risvolti potenzialmente importanti – e talvolta anche letali.

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